La Befana (da "Monluè")
La notte della Befana è una notte stellata, con la luna piena. Nella stalla c’è un bel tepore e stiamo proprio bene. Battiston ci racconta la storia del soldato tedesco che ha conosciuto in guerra, che a me piace tanto. C’era una grande tempesta e Battiston si è trovato improvvisamente di fronte questo soldato tedesco. Si sono guardati negli occhi puntandosi il fucile, però nessuno dei due ha avuto il coraggio di sparare per primo. Allora, dopo un poco, l’hanno gettato via tutti e due, si sono seduti in una buca piena d’acqua, Battiston gli ha offerto un poco di grappa che aveva nella fiasca e il soldato tedesco mezza sigaretta.
Quando Battiston finisce il racconto, tutti si alzano e vanno a dormire. E comincia a nevicare. E nevica, nevica, nevica. Poi, tutta la neve si trasforma in ghiaccio. E così, c’è la luna, le stelle, la neve e il ghiaccio e tutto luccica e splende. A un certo punto cominciano a cadere le stelle e, mentre scendono, lasciano tutta la loro coda luminosa, fatta di polvere d’argento che si posa sulla terra e fa brillare tutto.
Quando la campana della chiesa suona la mezzanotte, ecco che si vede una figura a cavallo di una vecchia scopa, con un cappello a punta sopra la testa, che attraversa tutto il cielo e viene a fermarsi proprio sulla cascina Monluè. È la Befana! Con uno schiocco delle dita, fa cadere nel cortile una gran quantità di doni. Forme di pane bianco come la neve... Un grande sacco pieno di dolcini con sopra un dito di cioccolato...Tante scatole di colori piene di rossi, verdi, azzurri e gialli e senza neri, arancioni e violetti…Vecchie ruote di bicicletta... Sciarpe nuove di zecca, di un bel colore verdone… Ombrelli per tutti i bambini della cascina...
Nell’aria volteggia anche la maestra Porta, con un sorriso così dolce che sembra un angelo.
Poi mia mamma mi sveglia... stavo facendo un sogno così bello!
Che peccato!
