Ancora sul "genere"
Stavamo parlando di “genere”, ricordate?
Per quanto mi riguarda, non inizio mai un libro dicendo a me stessa: ora scriverò un romanzo storico. Non mi interessa narrare la Storia in sé, bensì le storie, ovvero gli esseri umani con le loro vicende private, delle quali vengo a conoscenza leggendo, studiando, a volte discutendo. Alcune di queste storie personali hanno un impatto così profondo sul mio animo, interpretano così bene in mio modo di essere e di pensare che devo raccontarle in quanto, attraverso quella vicenda, racconto me stessa.
Perché un autore questo fa: parla di sé. Sempre di sé.
Chiunque siano i protagonisti, qualunque sia il “genere” lo scrittore, se è davvero tale, rovescia, per così dire, tutto il suo animo e il suo vissuto in quello che narra. Diventa i suoi personaggi. O, se preferite, i suoi personaggi diventano lui.
