Ah, la tecnologia...
Da pochi giorni possiedo una pagina ufficiale su Facebook. Non l'ho creata di mia iniziativa, sia ben chiaro. Mi ha consigliato e ispirato una amica esperta nel ramo. Questa circostanza mi ha fatto riflettere sul mio rapporto con la tecnologia e, in particolare, con quelle più moderne: lettori mp3, tablet e telefonini di ultima generazione.
Oggi sono messa cosi: uso uno smartphone anche se di certo non ne sfrutto tutte le potenzialità. Possiedo un lettore mp3 che uso con una certa maestria, almeno così a me pare, nel senso che acquisto musica nei negozi online che ascolto con molto piacere durante le sedute in palestra (solo un paio, non vi preoccupate, qualche volta una). Devo dire che correre o fare stretching ascoltando musica ha reso queste incombenze molto piacevoli. Il tempo trascorre velocissimo e quasi mi spiace quando la seduta termina. E veniamo al capitolo iPad. Ne posseggo uno e oggi è il mio braccio destro, la mia appendice. Senza, la mia vita sarebbe ormai per me inconcepibile. Come lo uso? Intanto come un quasi normale computer (anche se ancora molto debbo imparare per un utilizzo più completo).
Poi come una agenda per mille appunti, quasi come il moleskino che in tempi ancora recenti era l'inseparabile compagno di molti scrittori e intellettuali...
Infine...ebbene sì, so quale domanda vi state ponendo da quando la parola iPad è stata citata: ma Carla Maria non apparterrà mica alla abominevole schiera degli individui che leggono i libri su questi aggeggi? Quella abominevole schiera che non si rende conto che il fascino del libro risiede nel poterlo maneggiare, nel fruscio della carta, nel suo profumo, nella fisicità quasi sensuale del possederlo, aprirlo per primi quando è nuovo e appena uscito dalla libreria o nel consultarlo con commosso rispetto e ammirazione quando è vecchio magari secoli?
Chiariamo subito: tutte queste argomentazioni, e molte di più, tutte le obiezioni che ognuno di voi può avanzare sull'argomento, e molte di più, sono state le mie fino a questa ultima estate 2011 e ancora lo sono. Non dimenticate che, nei miei studi per Il Cavaliere del Giglio, ho lavorato solo su testi antichi, maneggiando i quali mi batteva il cuore e gli occhi si riempivano di lacrime. So cosa significhi il piacere fisico di maneggiare il libro. Ciò nonostante....ciò nonostante, ad agosto 2011 ho comprato il mio primo ebook. Dopo due giorni il secondo, poi il terzo, il quarto, il quinto ...Ora sono a una ventina. Come mai? I motivi sono in parte legate al mio modo di essere. Se una novità tecnologica mi migliora la vita, me la semplifica, mi risolve alcuni problemi pratici, io la provo. Magari non subito, con i miei tempi un poco lenti. Ma non mi chiudo, non mi arrocco nelle convinzioni e nelle convenzioni. Sono curiosa, desiderosa di scoprire il nuovo che avanza e pronta a prendere il buono, se c'è. Perché non dovrei? Se l'essere umano si fosse arroccato nella difesa del vecchio, saremmo all'età della pietra. E invece, il mondo è stato portato avanti dai visionari, dai giganti alla Steve Jobs, capaci di rubare una scintilla al sole e riportarla a noi comuni mortali. Perché non dovrei salire sulle spalle di quei giganti e, per un istante, godere anch'io della loro grandezza?
